Twitter ha smesso di volare ed ha incominciato una picchiata. In un anno ha perso più del 50% del proprio valore in borsa.

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E significherebbe poco la recente fuori uscita di 5 top head confermate dallo stesso Dorsey se non arrivassero solo pochi mesi dopo l’uscita di Costolo che ora sembra volersi rimettere in forma con una nuova startup

Ma perché, considerando che tutto sommato i ricavi non vanno male, la caduta non frena?

Innanzitutto, la pubblicità non funziona come dovrebbe. Sulle sponsorizzate è ancora tutto un cercare di capire, CHI ha visto COSA? E in QUANTI? Forse il sistema va ripensato.

Ma il vero problema è anche il più banale: qualunque sito spinga i propri utenti fuori, non è destinato a lunga vita. L’estrema sintesi di Twitter è stata la sua caratteristica ma anche il suo maggior nemico. Di conseguenza l’uccellino non è riuscito a ritagliarsi un proprio spazio da modellare in base alle esigenze nel mondo (sempre più piccolo) dei social network. Facebook sta consolidando sempre di più, seppur con alti e bassi generazionali, la propria esistenza all’interno della vite degli utenti. Per fare un parallelismo è un po’ come Yahoo e Google. Nella lontana era della nascite dei motori di ricerca, potevano coesistere, ognuno con caratteri e sfaccettature diverse, ma poi uno dei due è diventato standard e l’altro, nonostante cerchi di cambiare pelle da tempo, fa fatica, troppa fatica…

Appena nato,  Twitter era perfetto. Il concetto di “cinguettare” era perfetto. I 14o caratteri? Anch’essi perfetti. Ma il mondo gira velocemente e  purtroppo ha girato nella direzione opposta. Contenuti video, contenuti di qualità, l’esigenza di tenere i propri utenti dentro e soprattutto crescere, crescere a tutti i costi.

La prossima evoluzione di Twitter sarà quella “conclusiva”. Però una cosa è certa, quando avviene qualche cosa di importante, bella o brutta, tragica o fantastica, il media che picchia duro e picchia per primo, è Twitter. Le prime foto, girano su Twitter, le prime informazione passano da Twitter. Insomma, di sicuro Twitter funziona divinamente come centro nevralgico di informazione proprio grazie alla velocità di azione. Una foto, un hashtag, una riga di testo e via, la notizia è worldwide. C’è Periscope, che sembra perfetto per l’informazione. Poi c’è Lightning che, anche se ancora non è ancora ben chiaro a cosa servirà, ha un nome che promette bene. Insomma, #INFORMAZIONE sembra l’hashtag perfetto. Certo, dovrete abbandonare (almeno temporaneamente) i sempre più lontani obbiettivi dei 400Mio di utenti attivi e guardare crescere da lontano Facebook, ma io tutto questo non lo butterei via.

E voi di Twitter che fate, riprenderete a battere le ali?