Native Advertising, Augh!

Native Advertising è cool, suona bene, ma cos’è? Cosa significa? Perché Native? Tutti in questo periodo stanno parlando (e scrivendo di Native) eppure all’ultimo IAB Seminar la noia ha pervaso tutte le file, persino Montemagno ha fatto fatica a tenere sveglie le prime file (a parte quei rari momenti con interventi fortunatamente stonati rispetto al coro). Perché? Perché è stata semplicemente una gara nel cercare di spiegare “come ti ficco il contenuto a tradimento“. Ma perché? Penso che infondo, il tutto si possa tradurre con un semplice concetto, invece di complesse articolazioni verbali. “la pubblicità rompe le palle”…

Chi lava più bianco?

Avete mai confrontato diverse marche di detersivi? Chi lava più bianco è la domanda che anche i clienti delle agenzie di comunicazione si pongono. Perché? Perché le agenzie sono esattamente come i detersivi. Stesso bianco, stessi elementi chimici, pack simile, prezzo diverso. E quindi come scelgo il detersivo? Scelgo quello che mi viene consigliato da amici, scelgo quello con il pack più bello, quello che ha investito di più in pubblicità, quello con i componenti “migliori”, oppure quello che costa meno? Eppure dovrei scegliere semplicemente quello che lava meglio. Il consiglio di amici. Beh, qui…

#boycottstupidity

Non ascolterò più un pezzo di Elton John. Perlomeno non consapevolmente. (Promessa che poi manterrò difficilmente…) Tutto nasce da una dichiarazione di Domenico Dolce durante un’intervista: “Non mi convincono i figli della chimica, i bambini sintetici, uteri in affitto, semi scelti da un catalogo”. Non vado avanti con le spiegazioni perché i reach di #boycottdolcegabbana sono talmente alti da farmi pensare che ormai, a distanza di 2 giorni, tutti sappiano di cosa parlo. Non ne voglio fare un discorso né morale, né di posizioni, credo sia giusto che ognuno abbia le sue. Penso che le mie parole, abbiano sicuramente…

Direzione sbagliata sui social? Fate inversione a U, la multa è il minore dei mali.

Ormai quasi ogni brand (piccolo o grande che sia) si è affacciato sui social. Ma in quanti lo stanno facendo bene? Come si fa? In troppi usano i social come un canale tradizionale, per non perdere la corsa sono saltati sul carrozzone senza sapere bene dove andare e, purtroppo, stanno andando nella direzione sbagliata. I social non sono e non funzionano come i canali tradizionali! Possono essere molto efficaci per attrarre e mantenere i clienti o possibili tali, ma se utilizzati nel modo sbagliato, si rischia perdere soldi, clienti e a volte anche la faccia….

Italia batte Italy 3 a 0!

Italy the Extraordinary Commonplace. Abbiamo perso un’occasione per fare bene, per fare meglio. Il vero peccato è che il motivo, considerando i player coinvolti, non è stata l’incapacità o la mancanza di strumenti. Il motivo è stato che l’aver cercato di rappresentarci in un modo diverso da quello che siamo. Si è cercato di rappresentare l’Italia come (si crede erroneamente) la vorrebbe vedere il resto del mondo. Quasi vergognandosi di quello che siamo, cercando di pulirsi la coscienza con una rappresentazione fantoccia della realtà. Il risultato è grottesco e non rappresenta né gli italiani né…

Toccare e accarezza i consumatori, non è una molestia!

Comunicare un brand non può limitarsi a personalizzare qualche penna o dei tappetini del mouse da distribuire alla prossima fiera. Le aziende più innovative stanno usando il marketing emotivo per rendere i loro messaggi ed il legame con i clienti più forti. Con il marketing emozionale verranno creati messaggi rivolti direttamente ai desideri, ai bisogni e alle aspirazioni dei clienti. E quando i clienti saranno legati al brand in questo modo, difficilmente sceglieranno la concorrenza anzi, in alcuni casi diventeranno promotori del brand! Qual’è il posizionamento? Il punto di partenza di qualsiasi campagna di branding emozionale è quello di determinare…

La crisi è una scusa bella e brutta.

I consumi sono in picchiata in tutta Europa, anzi peggio. Colpa della crisi economica, certo. Ma colpa anche della carenza o debolezza, in molte aziende, delle politiche per l’innovazione di prodotto. Non che manchino le idee, anzi: ogni anno in Europa vengono lanciati sul mercato migliaia di nuovi prodotti di largo consumo. Ma, come certifica una ricerca Nielsen, il 76% dei nuovi lanci fallisce nell’arco di un anno e non riesce a vendere nemmeno 10mila pezzi. Il «Breakthrough Innovation Report» diffuso a settembre 2014 da Nielsen prende in esame 12mila casi di nuovi prodotti di largo consumo (caffè, cioccolato,…

Il re dei #piumini ha preso freddo.

Quanto costa una papera a chi si occupa di oche? Ad ora un -5%. #Moncler va giù e si raffredda sui social a seguito dell’ultima puntata di #Report. Ma senza entrare nel merito del reportage e della querelle che ne è nata e che credo andrà avanti per un bel po’, mi domando come sia possibile che in un sol giorno siano stati fatti così tanti errori a livello di social reputation: • Creare una barriera di silenzio • Giustificarsi in modo approssimativo e negare • Non parlare CON utenti La dinamica è la seguente. Report,…

#Classaction senza class.

#RedBull colpevole di creatività. Poteva essere questo un titolo per parlare del caso Red Bull. Gli energici austriaci, dovranno sborsare circa 13mio di dollari per evitare di prolungare una dolorosa class action. Oltre ovviamente alle spese processuali che sono altri 5mio circa. Il calcolo dei 13 milioni di dollari da pagare è presto fatto; tutte le persone che hanno bevuto almeno una Red Bull dal 2002 ad oggi possono chiedere un rimborso di 10$ in contanti oppure altre lattine per un valore di 15$. Ovviamente non c’è bisogno di provare di averla bevuta… Ma perché?…

(at)Tira più un’hashtag sponsorizzato, che uno twittato.

Una paio di sere la Apple ha parlato. Nel solito modo spettacolare, con gli U2 invece che l’ultimo vincitore di America’s Got Talent, affascinando ed ammaliando, insomma la Apple ha parlato da Apple (certo, Jobs era Jobs…). Nulla di nuovo (letteralmente), eppure i social hanno fatto il loro lavoro, facendo rimbalzare nel cosmo digitale hashtag e informazioni. Giusto per intenderci, a mezzanotte (UTC+2), i tweet con #iPhone6 erano circa 400.000 mentre i tweet con #AppleLive 800.000, cinguettio più, cinguettio meno. Insomma, migliaia di persone cinguettavano in diretta durante l’AppleLive. Ma cosa? I prezzi, il giorno…