Agenzie che scrivono ai ClientiClienti che rispondono alle Agenzie, insomma, mancava una lettera di un’Agenzia ad un’Agenzia…

No Agenzia, non inizierò con un “Cara” o con “Amore” perché non lo sei.
Vedo quello che fai, sei mia amica si, ma solo quando ti fa comodo, perché quando si tratta di un nuovo amore, sei pronta ad accoltellarci tutte o soffiarci una gara con un’offerta di quelle che “non si possono rifiutare”.

Frequentiamo sempre gli stessi club e quando siamo insieme, ridiamo e scherziamo, ci facciamo i complimenti, prendiamo in giro Tizio e a volte Caio, ma poi, ammettiamolo, pensiamo solo a noi stesse.

Ma questo, purtroppo, non è questo il nostro lato peggiore. La cosa più grave è che noi non ci prendiamo le nostre responsabilità.

È innegabile, troppo spesso i Clienti ci trattano male, ci schiaffeggiano e ci tradiscono. La parola Cara, Amore o Partner, è stata sostituita da Fornitore e come tali veniamo trattati. Ma perché?

Tu te lo sei mai chiesto davvero?
Perché i Clienti ci trattano così?
Cosa gli abbiamo fatto?
Io l’ho fatto, lontano dai salotti dove siam sempre truccate e ben vestite, dove diciamo che “in casa va tutto bene e noi ed i nostri Clienti ci amiamo ogni giorno”, dove raccontiamo che grazie al + del nostro primo semestre stiamo pensando di farci la sede al mare. Me lo sono chiesto lontano da tutto questo mondo così luminoso spesso ci abbaglia. Me lo sono chiesto leggendo un segno – per il quale non mi sono sentito di fare un comunicato stampa per annunciarlo o per negarlo.

Me lo sono chiesto mentre seguivo il festival di Cannes con la stessa passione con cui seguo il Festival di Sanremo.

Insomma, me lo sono chiesto, più volte e mi son dato una risposta.
La colpa è nostra. Noi poligame impenitenti non abbiamo ricambiato l’amore che i Clienti ci davano. Perché, una volta era amore con la A maiuscola.

Il Cliente si fidava, non ci chiedeva niente, era affascinato da noi, dai nostri uffici, sempre così diversi dai suoi, così creativi, così costosi…

Lui ci amava, amava i nostri racconti e incredibilmente anche i nostri conti, si fidava. Ci riempiva di regali, ci adulava, insomma era affascinato dalla nostra stupenda e creativa freschezza.

Ma poi, i tempi son cambiati, il mondo è andato avanti e la crisi ha bussato alle porte di tutti. Le cose son cambiate, il nostro bel mondo è diventato addirittura una caricatura per un telefilm di successo e noi, siam rimaste li a compiacerci, quasi senza renderci conto che fosse una fiction. Siamo state cicale ingenue? No, siamo state cicale furbe. Al Cliente è stato improvvisamente tutto chiaro, si è sentito tradito. Ha scoperto che non ci facevamo belle per lui, ma per noi stesse. Spendevamo più per sentirci appagate che per appagare lui e i suoi bisogni. Bramose (ed affamate) siam state troppo egoiste e per una notte d’amore in più, ci siamo distrutte di dumping in dumping svendendo il nostro “amore”.

Ed ora Lui, il Cliente, è offeso, amareggiato, incazzato. Avremmo dovuto saperlo, perdere la fiducia della persona amata è la cosa più difficile da superare.

Agenzie e Clienti, si son sempre amati, l’una dipendeva dall’altro e se oggi gli amori finiscono sempre più spesso credo sia soprattutto colpa nostra, perché noi Agenzie non siamo avvocati, medici o commercialisti, con albi dalla loro parte e professioni riconosciute, purtroppo (o per fortuna) la nostra professionalità va dimostrata con la nostra correttezza.

Insomma “Cara” Agenzia, anche se mi rendo conto che come spesso capita, noi Agenzie abbiamo solo raccolto quel che altre avevano seminato, dagli torto tu, perché io, mio malgrado, non riesco.