The White House Republican Social Prediction

Si può indovinare un candidato vincente dai social? Forse no, ma è certo che se guardiamo i candidati Repubblicani alla Casa Bianca, le loro pagine social sono già messe in ordine di posizione, ma affrettatevi a leggere, possono cambiare velocemente...   DONALD TRUMP Donald Trump, praticamente ha già vinto. Cambia copertina in base agli stati, è sempre luccicante e vincente e la parola WIN non manca mai. Cover diverse in base in base alle città anche su Facebook, mentre invece la foto profilo è sempre la stessa. Primo piano che sembra dire: "..zzo guardi?" E...

Twitter, l’uccellino che ha smesso di volare.

Twitter ha smesso di volare ed ha incominciato una picchiata. In un anno ha perso più del 50% del proprio valore in borsa. E significherebbe poco la recente fuori uscita di 5 top head confermate dallo stesso Dorsey se non arrivassero solo pochi mesi dopo l'uscita di Costolo che ora sembra volersi rimettere in forma con una nuova startup... Ma perché, considerando che tutto sommato i ricavi non vanno male, la caduta non frena? Innanzitutto, la pubblicità non funziona come dovrebbe. Sulle sponsorizzate è ancora tutto un cercare di capire, CHI ha visto COSA? E in QUANTI? Forse il sistema va ripensato. Ma il vero problema è anche...

#boycottstupidity

Non ascolterò più un pezzo di Elton John. Perlomeno non consapevolmente. (Promessa che poi manterrò difficilmente...) Tutto nasce da una dichiarazione di Domenico Dolce durante un'intervista: "Non mi convincono i figli della chimica, i bambini sintetici, uteri in affitto, semi scelti da un catalogo". Non vado avanti con le spiegazioni perché i reach di #boycottdolcegabbana sono talmente alti da farmi pensare che ormai, a distanza di 2 giorni, tutti sappiano di cosa parlo. Non ne voglio fare un discorso né morale, né di posizioni, credo sia giusto che ognuno abbia le sue. Penso che le mie parole, abbiano sicuramente...

Il re dei #piumini ha preso freddo.

Quanto costa una papera a chi si occupa di oche? Ad ora un -5%. #Moncler va giù e si raffredda sui social a seguito dell'ultima puntata di #Report. Ma senza entrare nel merito del reportage e della querelle che ne è nata e che credo andrà avanti per un bel po', mi domando come sia possibile che in un sol giorno siano stati fatti così tanti errori a livello di social reputation: • Creare una barriera di silenzio • Giustificarsi in modo approssimativo e negare • Non parlare CON utenti La dinamica è la seguente. Report,...

#Classaction senza class.

#RedBull colpevole di creatività. Poteva essere questo un titolo per parlare del caso Red Bull. Gli energici austriaci, dovranno sborsare circa 13mio di dollari per evitare di prolungare una dolorosa class action. Oltre ovviamente alle spese processuali che sono altri 5mio circa. Il calcolo dei 13 milioni di dollari da pagare è presto fatto; tutte le persone che hanno bevuto almeno una Red Bull dal 2002 ad oggi possono chiedere un rimborso di 10$ in contanti oppure altre lattine per un valore di 15$. Ovviamente non c'è bisogno di provare di averla bevuta... Ma perché?...

(at)Tira più un’hashtag sponsorizzato, che uno twittato.

Una paio di sere la Apple ha parlato. Nel solito modo spettacolare, con gli U2 invece che l’ultimo vincitore di America's Got Talent, affascinando ed ammaliando, insomma la Apple ha parlato da Apple (certo, Jobs era Jobs…). Nulla di nuovo (letteralmente), eppure i social hanno fatto il loro lavoro, facendo rimbalzare nel cosmo digitale hashtag e informazioni. Giusto per intenderci, a mezzanotte (UTC+2), i tweet con #iPhone6 erano circa 400.000 mentre i tweet con #AppleLive 800.000, cinguettio più, cinguettio meno. Insomma, migliaia di persone cinguettavano in diretta durante l'AppleLive. Ma cosa? I prezzi, il giorno...

C’è bucket e #bucket

Si sa, chi fa comunicazione si lascia trascinare a volte dalla foga, altre dalla moda, altre ancora, (più rare) dall'idea, ma quasi sempre dalla fretta e questo comporta un'alta probabilità di commettere errori o gaffe. Deve essere successo proprio questo a chi, qualche giorno fa ha creato, un po' ingenuamente, per una nota compagnia aerea un concorso a premi destinato ad Australiani e Neozelandesi in cui li si invitava a descrivere, con 500 caratteri massimo, dove sarebbero voluti andare e cosa avrebbero voluto fare come "ultimo desiderio". Si perché il concorso intitolato "Bucket List" è...

#Icebucketchallenge, Oscar Wilde avrebbe partecipato.

#IceBuckeChalleng. È stato il tormentone di un'estate mai arrivata (almeno in Italia) e come tutti i tormentoni ha richiamato elogi, critiche e polemiche. Beh, io credo sia stata una delle più grandi azioni di comunicazione di quest'anno (un motivo nobile, un messaggio chiaro, una call to action alla portata di tutti), un'operazione che se fosse nata da un qualche pubblicitario l'avremmo vista al Festival di Cannes. Come tutte le attività virali di carattere globale, non si sa con precisione quando e perché sia nata né da chi, ma prendiamo buona la versione che sia nata...