Ho passato così tanto tempo a pensare cosa scrivere nella prima riga del post, per giustificare il titolo da umorismo adolescenziale, che alla fine mi conviene semplicemente scrivere che sto parlando dei siti internet ed ammettere a me stesso che la fase regressiva è iniziata.

Internet ormai fa parte della nostra vita come l’automobile o il telefono e la nuova “evoluzione”, ormai già ben avviata, è quella del mobile. Si, perché il mobile è in crescita, Google ci conferma che le ricerche su mobile hanno superato il desktop e non a caso sempre Mr. G ha da poco implementato la ricerca “aiutando” i siti responsive a emergere. Insomma, tutto come da copione, ora resta alle agenzie di comunicazione trainare i clienti verso il “nuovo” mondo mobile. Perché da soli, i clienti, non sanno come fare per essere aggiornati, presenti e cool allo stesso tempo! È per questo che esistono gli esperti di comunicazione e le agenzie che padroneggiano i new media…ed ecco il “ma”.

Le agenzie di comunicazione sono indietro tanto quanto i clienti. Forse troppo concentrate in dinamiche più di business che di posizionamento e tralasciano la propria immagine. Certo, il figlio del calzolaio gira sempre con le scarpe rotte, ma non può essere una giustificazione, soprattutto per alcune punte di diamante come Ogilvy Italia (Ogilvy WW ha la versione mobile, ma avendo l’intro ancora in Flash, crolla ogni speranza) oppure McSaatchi e se consola, anche W+K non ha un sito responsive ma una versione mobile…

Certo, non sono agenzie verticalizzate sul digital, ma le digitali si saranno aggiornate tutte? Il sito di 77agency mi fa pensare che ancora ci sia molto da fare (e da aggiornare).

Purtroppo volendo scrivere questo post, qualcuna l’ho dovuta prendere come esempio, non me ne vogliano, anche perché magari, come noi, ci stanno lavorando proprio in questi giorni, ma ormai quando si parla di sito web, si parla di uno strumento indispensabile tanto per i brand quanto per le agenzie di comunicazione, un importante canale di comunicazione che incide notevolmente sull’immagine online di qualunque azienda, possibile che anche alcune top firms siano così indietro?

Quello del ciabattino che va con le scarpe rotte è un proverbio che ho sempre odiato, perché suona come una scusa e non insegna nulla, anzi insegna a scusarsi.

Purtroppo volendo scrivere questo post, qualcuna l’ho dovuta prendere come esempio, non me ne vogliano, anche perché magari, come noi, ci stanno lavorando proprio in questi giorni, ma ormai quando si parla di sito web, si parla di uno strumento indispensabile tanto per i brand quanto per le agenzie di comunicazione, un importante canale di comunicazione che incide notevolmente sull’immagine online di qualunque azienda, possibile che anche alcune top firm siano così indietro?

È un peccato, perché diventa tutto un po’ meno credibile. O serve o non serve. Perché voglio vedere con che faccia poi si va dal cliente a dirgli che deve investire per aggiornare tutto la piattaforma digital…